12.02.05
Affascinare con 8 bit
Non c’entra molto con quanto trattato fino ad oggi su questo blog, ma non posso fare a meno di segnalare incuriosito che: Malcolm McLaren ha lanciato la sua linea di abbigliamento, da lui disegnata e prodotta in Italia.
Per chi non sapesse chi è Malcolm McLaren, consiglio una visita alla sua biografia.
La linea si rifà al fascino degli 8 bit, proponendolo però ad una fascia di persone che, come minimo, è partita direttamente dai 64 bit: i capi prodotti son infatti per bimbo/bimba.
Se qualcuno volesse vedere di che si tratta, la linea è in vendita in esclusiva su Yoox, e si chiama Fashionbeast.
Technorati tags: moda, malcolm mclaren, fashion design.
11.26.05
More than behavioral…
Con il tempo sono arrivato al punto (fermo) che nel marketing e nella comunicazione, segmentare la popolazione per parametri unicamente demografici o geografici sia una pratica del tutto inadeguata. Non c’è alcun nesso esplicito tra un individuo 30-45 anni residente nel centro-nord e l’interesse per prodotti finanziari. C’è solo qualche probabilità in più…valida solo fino a quando non arriverà qualcuno che, uscendo dagli schemi di chi utilizza i benchmark di mercato per copiare la prassi, proporrà un prodotto finanziario studiato per un target group differente.
Lo sa anche Eurisko, da quando si è inventata la grande mappa, che il parametro demografico può essere un fatto marginale; ma anche questa (la grande mappa) mi sembra a volte inadeguata, a volte valida solo in parte, per una serie di motivi (forse più marcati all’estero che in Italia).
L’afflusso di stranieri, anche (spesso) di alto livello culturale e creativo (cosa che avviene poco in Italia, semplicemente perché l’Italia, salvo eccezioni, non è aperta ne alla cultura ne alla creatività) scompaginano i ruoli anche della popolazione autoctona. Anche la fruizione dei canali stranieri via satellite (canali stranieri) e di Internet insegnano a chi vuol cogliere, per ora minoranze, che ci possono essere anche altri modi di vivere e di contestualizzarsi nel presente.
Alla luce di questo anche la pratica del behavioral targeting (secondo la quale la comunicazione pubblicitaria dovrebbe essere profilata su gruppi di riceventi segmentati per comportamenti e interessi) diventa inadeguata, se i comportamenti degli individui – anziché essere monitorati nella realtà – vengono applicati a tavolino sulla base di ricerche sociologiche poco aggiornate o superficiali, oppure basati su stereotipi e convinzioni (questi ultimi molto diffusi anche tra chi dovrebbe conoscere il mercato, ovvero il marketing manager).
In futuro credo che perderanno peso le dicotomie, delle quali si fa grande uso nel marketing – come ad esempio “tratti duri vs. tratti morbidi” – e anche la convinzione che gli individui siano in un certo senso “programmati” a interiorizzare valori e comportamenti fissi dall’ambiente, in base all’età/ruolo sociale che hanno, oppure a copiare il proprio percorso da ciò che hanno appreso nello spazio chiuso del triangolo edipico (la famiglia).
Personalmente mi auguro che questo giorno arrivi presto, per avere una società un pò più fluida e innovativa in tutti i campi…comunicazione inclusa.
Technorati tags: behavioral targeting, società, futuro.
11.21.05
Microsoft procede con le beta…
Quatti quatti…anche in casa MS si adeguano alla politica del lancio di beta innovative. Oggi è il turno di Windows Live Custom Domains, servizio che permette di aprire fino a 20 account di posta elettronica (da 250 mb ciascuno) aventi come estensione il proprio domino web. Come funziona? Basta modificare alcune impostazioni nei propri record per farli puntare a dei server Microsoft. Il servizio offre naturalmente filtri antispam e antivirus, nonché l’accesso alla mail tramite passport (via webmail quindi). Attualmente il servizio non è disponibile in Italia.
Link: Windows Live Custom Domains
Technorati tags: Windows Live.
11.08.05
To produce…
Seguendo il filone “blog e blogosfera”, mi piacerebbe indagare il potere produttivo della Rete.
Si parla spesso di produzione delle informazioni “dal basso”, di consumer generated media (CGM), di strumenti espressivi che restituirebbero, laddove non si produce più il mondo materiale (quindi dalle nostre parti), la facoltà di produrre ciò che maneggiamo in prevalenza: l’informazione. E quindi giù discorsi sul mobile/cellulari, social networking, photoblog, mission “socio-ecologica” della Rete e così via.
C’è però un aspetto, scontato e forse per questo poco sottolineato, che riguarda il potere produttivo degli strumenti oggi disponibili in Rete, ed è la produzione di sé, quindi della personalità.
Forse sbaglio, ma vedo in quest’aspetto il motore di tutta una serie di svolgimenti che sta avendo l’Internet di questi ultimi mesi…web 2.0 incluso.
D’altronde se sto taggando e condividendo i miei desideri, loggando la vita e la musica che ascolto, linkando siti affinché rappresentino le persone che conosco realmente, allora mi sto decisamente (1) producendo e (2) affermando.
Non asseconderei quest’aspetto che, secondo la mia esperienza, è una vera e propria pulsione ad uscire dai propri confini ed allargarsi in situazioni e scenari paralleli; non vorrei vederlo ridotto ad un oggetto da consumare o ad una faccenda strumentale, bensì vorrei che fosse eletto a modus operandi da percorrere in ogni situazione.
p.s. Nell’immagine una specie di analisi visiva rispetto a quanto il mio network in Rete rispecchia quello che faccio nel mondo reale. Cliccare l’immagine per la versione completa. Creato con Touchgraph Google Browser.

